Scritti


Interferenze di musica e di scultura - 2002/2004

di Valentina Lo Surdo

progetto e installazione di Licia Galizia
musiche al clarinetto di Paolo Marchettini
con la partecipazione di Mauro Tiberi alla voce

ORIGINI
dove il suono diventa forma
Interferenze nasce nel 2001 dall'incontro tra Licia Galizia ed il clarinettista-compositore Paolo Marchettini. Dare vita ad una reale intersezione tra musica e scultura, tradurre in un linguaggio unitario le reciproche interferenze di un'arte sull'altra, costituiscono gli obiettivi precisi di questo percorso artistico. Il materiale utilizzato per la realizzazione di Interferenze contempla alcune caratteristiche, apparentemente antitetiche, fondamentali nella poetica di Licia Galizia, quali una profonda coerenza concettuale coniugata al senso dell'estemporaneità, del work in progress e di una ricerca continua, concetti infatti perfettamente rispecchiati nel materiale - stabile ed instabile prescelto per Interferenze sin dal suo concepimento: le canaline in ferro zincato fisse e mobili. Le prime, applicate sul muro, costituiscono la componente stabile dell'installazione; le seconde, scorrevoli, rappresentano la variabile su cui anche il pubblico possa intervenire con un semplice tocco, facendo slittare sulla canalina-base la canalina-scorrevole, modificando così inesorabilmente l'aspetto delle installazioni e gli equilibri interni ai sistemi geometrici sulle pareti.
Interferenze si prefiggeva dunque di trovare corrispondenza linguistica in una realizzazione musicale che potesse dialogare ed interferire con l'idioma visuale e concettuale delle installazioni. Ed in questa pertinente risposta contenutistica risiede il grande merito progettuale di Paolo Marchettini.
L'ESPERIENZA
un'ideale corrispondenza di intenti
I frammenti musicali eseguiti dal vivo sono infatti anch'essi basati su una parte invariata e su moduli variabili. Marchettini suona brevi brani ipnotici, tracciando una sequenza di cellule e moduli sonori che ricorrono, proprio come accade nel linguaggio tematico e coerente della Galizia. L'esecuzione al clarinetto, che avviene passeggiando davanti alle installazioni di canaline miste a pentagrammi, comporta però improvvise variazioni dovute allo scontro con il ferro zincato disposto sulle partiture, che si traducono in repentine fermate del flusso musicale ed in brusche intromissioni di altre cellule sonore. Oltre a questa interferenza strutturale, rimane inoltre costantemente attiva - ad uso non solo dell'esecutore stesso ma anche degli spettatori - l'interferenza estemporanea della canalina mobile, la quale scoprendo e ricoprendo le partiture grazie all'intervento di una mano qualsiasi rende incessantemente dialettico, quasi scherzosamente litigioso, il rapporto di disturbo tra scultura e musica, il punzecchiarsi ironico e reciproco di Licia con Paolo.
OGGI
la nuova interferenza
Nella rappresentazione realizzata nel 2004, Interferenze propone una nuova, quasi brutale intrusione nel tessuto connettivo precedente: la performance per voce sola di Mauro Tiberi. Vocalista che ha incentrato il proprio interesse sulla musica medio ed estremo orientale, Tiberi trova la sua peculiare proiezione su parete in una rappresentazione del tutto inedita rispetto al linguaggio lineare fin qui utilizzato per mezzo di canaline: un denso agglomerato circolare-spiraliforme. Le ragioni di tale scelta sono intrinseche alla natura stessa della sostanza musicale proposta da Tiberi, del tutto differente da quella di Marchettini. Questi, compositore e clarinettista classico, incarna infatti l'ambito della musica colta occidentale, della musica cosiddetta scritta, ovvero predeterminata nei minimi dettagli, dove anche l'elemento casuale, l'alea rientra all'interno di un progetto rigoroso che procede, da un punto di vista melodico orizzontalmente e da un punto di vista armonico verticalmente; una direzionalità a cui corrispondono i blocchi di canaline nell'abituale posizione perpendicolare. La vocalità interpretata da Tiberi affonda le proprie radici in una concezione - musicale, ma anche filosofica e spirituale - rappresentabile invece da una figura circolare. La musica orientale, infatti, si basa su una dottrina melodica e armonica ciclica, in cui venga inizialmente intonata una nota di partenza che serva da diapason per l'organizzazione una scala, stabilendo così il tracciato di una successione di suoni che venga percorsa e ripercorsa sino a raggiungere, in un tempo anche molto lungo, il grado più lontano dalla nota di partenza, acme espressivo e dinamico, per poi ritornare, con un progressivo diminuendo, al tono di partenza. In questa nuova interferenza, Tiberi si colloca così davanti a due sconosciuti coaguli di canaline fisse e mobili spiraliformi, che spoglia gradatamente durante lo svolgimento del suo ciclo vocale, restituendoci l'originaria purezza del segno della Galizia attraverso una simbolica ricerca dell'essenza realizzata nel maieutico gesto detrattivo dell'uomo-scultore.
IL FUTURO
Progetto immutato in continua evoluzione
Interferenze vuole configurarsi come un progetto che, pur non alterando la sua sostanza - mantenendo cioè inalterato il pacchetto cromosomico germinato dalla formula originale Licia+Paolo - continuerà ad evolversi assumendo sempre nuove forme e nuovi aspetti. In futuro sono previsti gli interventi di un danzatore, di un pittore e di altri musicisti..